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Varie sono le cause alla base del peggioramento della qualità dello sperma e della conseguente infertilità maschile: oltre all’inquinamento ambientale e le occupazioni professionali, anche gli stili di vita giocano un ruolo fondamentale.

Sempre più evidenze indicano che in questi ultimi anni è in aumento l’infertilità maschile riconducibile ad un calo significativo della qualità dello sperma, quantificabile come una riduzione del 50-60% della conta degli spermatozoi.

Il fumo di sigaretta contiene numerosi radicali liberi che espongono gli spermatozoi a reazioni ossidative (il cosiddetto stress ossidativo) in grado di danneggiare la loro funzionalità, forma e motilità.
I radicali liberi, insieme agli idrocarburi policiclici aromatici e ai composti organici volatili presenti nel fumo, causano inoltre danni al DNA degli spermatozoi (frammentazioni, mutazioni, alterazioni cromosomiche) e attivano i meccanismi che portano a morte naturale precoce gli spermatozoi.
La nicotina e il cadmio contenuti nel fumo danneggiano, invece, la produzione degli spermatozoi a livello testicolare e la loro maturazione, con riduzione della loro quantità nel liquido seminale.

I danni provocati dal fumo di sigaretta sulla fertilità maschile sarebbero quindi il risultato di un’azione combinata tra stress ossidativo, danni genetici negli spermatozoi, stimolazione della morte degli spermatozoi e riduzione della loro produzione nei testicoli.

Anche il consumo di alcool ha un effetto dannoso sul volume di liquido seminale, sulla forma e sulla motilità degli spermatozoi, effetto che dipende dalla dose di alcool.
La produzione di spermatozoi (spermatogenesi) nei testicoli si riduce all’aumentare del consumo di alcool; perché l’alcool interferisce con il rilascio
degli ormoni (gonadotropine) che regolano lo sviluppo e la maturazione dei testicoli e quindi sulla produzione di testosterone, oltre a danneggiare le funzioni delle
cellule coinvolte nella produzione e maturazione degli spermatozoi nei testicoli.

Il consumo cronico di alcool, inoltre, aumenta lo stress ossidativo per riduzione degli enzimi che eliminano i radicali liberi (antiossidanti).

Il sovrappeso, indice di massa corporea BMI compreso tra 25 e 30 kg/m2 e l’obesità (BMI superiore a 30 kg/m2) risultano associati a ridotta qualità dello
sperma e ad un maggior rischio di infertilità. Gli uomini obesi presentano molto frequentemente alterazioni del DNA degli spermatozoi, della loro forma, numero e della loro motilità, quindi hanno un elevato rischio di essere infertili.
L’aumento dei valori di BMI sembra correlare con la riduzione dei livelli di testosterone e dell’inibina B (una sostanza prodotta dai testicoli che stimola la produzione
degli spermatozoi), accompagnata da un aumento invece dei livelli di estradiolo (ormone prevalentemente femminile).
L’obesità ha inoltre l’inconveniente di aumentare lo stress ossidativo dovuto all’aumentata produzione di radicali liberi e all’infiammazione attivate da particolari
sostanze prodotte dal tessuto adiposo (chiamate adipochine) e dalla resistenza all’insulina e dagli elevati livelli di colesterolo che sono spesso riscontrabili negli
individui sovrappeso e obesi. Infine, l’accumulo di grasso a livello dello scroto favorisce l’innalzamento della temperatura all’interno dello scroto che riduce la produzione e la funzione degli spermatozoi.


STRESS OSSIDATIVO: quando la produzione di radicali liberi è eccessiva i sistemi enzimatici e gli antiossidanti intracellulari non riescono più a far fronte alla sovrapproduzione di ROS i quali generano danno cellulare con conseguente morte cellulare (apoptosi o necrosi).
I radicali liberi vengono prodotti:
– in corso di infiammazioni come prostatiti, vesciculiti croniche, epididimiti …
– in seguito a diete sbilanciate, fumo di sigaretta, alcool
– per esposizione a radiazioni ionizzanti, raggi solari, gas inquinanti, materiali o sostanze tossiche in generale, e anche per assunzione di alcuni farmaci.


Gli effetti negativi dello stress ossidativo sul liquido seminale riguardano una riduzione della motilità degli spermatozoi, un’alterazione dei geni, la frammentazionedel DNA e infine difficoltà, sempre da parte degli spermatozoi, a penetrare e
fertilizzare un ovocita e quindi ad avere una gravidanza.

Presso il Centro Diagnostico San Nicola di Castellanza (VA) è possibile valutare illivello di stress ossidativo sul campione di liquido seminale.

Il TEST OXISPERM  permette la misurazione dei livelli di ROS presenti in un campione di liquido seminale e di individuare un possibile eccesso di specie ossidanti presenti nell’eiaculato. In aggiunta ai parametri standard del liquido seminale (spermiogramma) è in grado di valutare il danno effettivo che il liquido seminale sta subendo ad opera dei radicali liberi e delle specie reattive dell’ossigeno (ROS).


Questa informazione è particolarmente utile in quanto, basandosi sul principio del perfetto equilibrio della quantità dei radicali liberi, una terapia antiossidante prescritta in maniera empirica potrebbe anche risultare dannosa alla fertilità maschile.
Monitorando, viceversa, il livello di stress ossidativo saremo in grado di controllare l’efficacia e la reale utilità della terapia, senza fare danni.

 

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